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Proiettore 4K Sony VPL-VW300ES – La prova

Impressioni d’uso e conclusioni

art sony300 21 - Proiettore 4K Sony VPL-VW300ES - La prova

Vi ho detto che la prova si è svolta presso Home Cinema Solution di Perugia, nella sala dotata di uno schermo di 300 cm di base. E qui vi devo intanto fare una prima confessione: ho capito che il mio prossimo schermo avrà questa dimensione, e che, come nella situazione della prima fila della sala, mi siederò a tre metri di distanza per guardare le immagini, ossia mantenendo un rapporto 1:1 tra dimensione dello schermo e distanza di seduta. Alla faccia di qualunque tabella realizzata a tavolino che debba essere valida per tutti! Si tratta ovviamente di una mia personale interpretazione, che potrebbe essere rigettata come la peste da parte di altri cervelli diversi dal mio, ma è la prova di quanto possa essere soggettiva questa considerazione ed anche variabile nel tempo (e dipendente dalla tecnologia impiegata). A casa mia ho 244 cm che guardo da poco meno di quattro metri di distanza: la situazione della sala di Home Cinema Solution l’ho trovata decisamente più coinvolgente e gradevole. Per lo meno con una macchina 4K o che abbia un DRC (Reality Creation) come quello di Sony…

Una prima considerazione sul Motionflow, che mi ha lasciato un po’ perplesso. Le opzioni Smooth High e Low producono una quantità tale di “fantasmini” da non essere praticamente utilizzabili per me. Impulse, True Cinema ed Off danno troppi scatti del 24p del Blu-Ray, e quindi rimane solo il valore Combination, che, pur essendo un buon compromesso, non raggiunge livelli di eccellenza (sto facendo un paragone a memoria con quello dell’Epson, il che potrebbe non essere totalmente corretto). Mentre le versioni precedenti del Motionflow costituivano un riferimento, in questo caso non posso dire altrettanto.

Il 4K garantisce ovviamente una marcia in più dal punto di vista della ricchezza dei particolari: è chiaro che i pochi spezzoni che ho visto rendono del tutto gloria ad una scelta del genere (sui tre metri di base), ma è altrettanto vero che il DRC funziona talmente bene che anche un “normale” Full HD upscalato bene riesce a farvi smascellare senza alcuna difficoltà. Il lavoro fatto dal Reality Creation è eccellente, forse anche migliorato rispetto a prima, e l’osservazione delle immagini è risultata una continua ricerca di dove fosse il trucco: ma come mai si vede così bene?

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La luminosità elevata su uno schermo da tre metri in su, se questo è quello che cercate, contribuisce a rendere molto gradevole la visione, anche perché entra in ballo la famosa linearità delle misure di cui vi ho parlato: la macchina scende e lo fa in modo coerente, così che i dettagli non si perdono. Con dei colori eccellenti, che rendono la visione appagante in modo assoluto nelle scene dal 40% di luminosità in su.

Fin qui abbiamo detto praticamente solo cose positive. Vi potrà sembrare dunque strano che la mia conclusione sia che questo VW300ES non mi abbia entusiasmato? Cercherò di spiegarvi perché.

Il mio problema è sempre quello del livello del nero. 0.113 Lumens nel 2015 sono troppi, perché superati (0.077) ad esempio da un proiettorino portatile come l’LG HX300G che provai quasi tre anni fa! Già, mi direte voi, bella forza: quello faceva 140 Lumens, questo 844, non è mica la stessa cosa! Beh, a parte il fatto che c’è una “certa” differenza nel prezzo, ma ciò che vado cercando in un’immagine è la sua profondità. E questo è dato, in valore assoluto, dal livello del nero (sempre considerando le immagini che siamo abituati ad osservare da materiale cinematografico, la proiezione di una partita o di fotografie è cosa diversa), non c’è molto da fare. È chiaro ed evidente che se aumentiamo la dimensione dello schermo, e queste macchine sono nate per questo, la piacevolezza della visione è aiutata dalla ovvia capacità del nostro cervello di concentrarsi solo sulla zona dello schermo sotto la nostra osservazione. Praticamente è come se il nostro meccanismo di visione isolasse la parte illuminata, che in questo caso fruisce di una risoluzione molto più elevata e fornisce quindi un numero decisamente più alto di dettagli e di sfumature, rendendo comunque accettabile la visione. Questo sarà vero per molte persone, ma non per la mia parte di appassionato che si emoziona e si DEVE emozionare per trasmettere entusiasmo. Che, purtroppo, in questo caso non è scattato. Mi sono chiesto perché a lungo, ed alla fine le risposte sono di questo tipo:

  1. per me ha troppa importanza il livello del nero in assoluto, per cui vado comunque a cercare primariamente quella prestazione e non altre;
  2. da una macchina che rappresenta il massimo della tecnologia mi aspetto il massimo delle prestazioni. Un 4K deve rappresentare la perfezione, e quindi, se deve essere high-end, lo deve essere senza se e senza ma. Qui non succede;
  3. l’altra faccia oscura della forza, ossia i televisori, stanno producendo un forcing incredibile in merito alle prestazioni. Gli OLED stanno arrivando a livelli non immaginabili fino a poco tempo fa (andatevi a guardare le cronache dal CES di Las Vegas per mettere a fuoco cosa intendo), e che una macchina come un proiettore, che da sempre ci ha fatto guardare dall’alto in basso le altre tecnologie, debba arrancare pur rappresentando il pinnacolo di quanto la “nostra” può produrre, mi da molto fastidio;
  4. il fatto di godere appieno delle immagini, di scorgere tutti i dettagli, di vedere tutte le sottigliezze cromatiche con ogni dovizia di particolari finché queste sono luminose e di dover poi cambiare improvvisamente criterio di valutazione quando il livello di luminosità scende (e questo nei film succede molto spesso…) mi ricorda quella pratica anticoncenzionale (un po’ dei tempi andati), mediante la quale si arriva vicino ad una conclusione soddisfacente ma ci si ritrae per evitare guai peggiori. Mica tanto bello!

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In conclusione, per chi è adatto questo proiettore? Ovviamente per chi ha necessità di uno schermo molto grande, per chi non ha voglia di aspettare i contenuti 4K (che, per ora, diciamolo francamente, in pratica non esistono) e vuole comunque effettuare uno scaling molto valido sul materiale Full HD, per chi ama i bei colori, per chi non si sofferma sul dettaglio in basso ma vuole godersi delle eccellenti programmazioni senza farsi troppe domande da impallinato tecnologico. Probabilmente tante persone, anche perché il prezzo non è stellare, anche considerando il momento non esattamente facile che attraversa la nostra economia. Ma se mi chiedete se mi sono entusiasmato, purtroppo la risposta è no…

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Andrea Manuti