Home » News » Multimedia » Sony Pictures: primi Ultra HD Blu-ray in arrivo nel 2016

Sony Pictures: primi Ultra HD Blu-ray in arrivo nel 2016

sony ultrahdbd 1 11 11 15 - Sony Pictures: primi Ultra HD Blu-ray in arrivo nel 2016

Sony Pictures annuncia i primi titoli Ultra HD Blu-ray, in arrivo nei negozi statunitensi ad inizio del 2016. La Blu-ray Disc Association aveva previsto l’avvio della commercializzazione dei primi lettori e film in Ultra HD Blu-ray in tempo per le festività natalizie, ma i piani sembrano ora cambiati (anche perché di lettori non se ne vede l’ombra) con le presentazioni ufficiali che avverranno, con ogni probabilità, in occasione del prossimo CES 2016 di Las Vegas (primi di gennaio).

La prima ondata di titoli Sony Pictures in Ultra HD Blu-ray prevede “Hancock”, “The Amazing Spider-Man 2”, “Salt”, “Chappie” (Humandroid), “Pineapple Express” (Strafumati) e “The Smurfs 2” (I Puffi 2). Successivamente arriveranno anche “Fury”, “Captain Phillips”, “Ghostbusters”, “Crouching Tiger, Hidden Dragon” (La Tigre e il Dragone), “Men In Black”, “Bad Boys”, “Il Codice Da Vinci”, “Bram Stoker’s Dracula”, “Leon: The Professional”, “Lawrence d’Arabia”, “Il Ponte sul Fiume Kwai”, “I Cannoni di Navarone”, “Taxi Driver”, “Mr. Smith va a Washington” e “Il Quinto Elemento”. Tutti i titoli Ultra HD Blu-ray di Sony saranno in HDR e, in molti casi, anche con tracce audio “object-based” (non sappiamo se codificate in Dolby Atmos o DTS:X).

Per maggiori informazioni: comunicato stampa (in inglese)

Fonte: Engadget

Gian Luca Di Felice

Gian Luca Di Felice
Email: gianluca@tech4u.it. Amministratore e direttore di Tech4U. Appassionato di musica, cinema e informatica, ho collaborato con i pi

16 commenti

  1. pathfinder2810

    Direttore buongiorno, potrebbe azzardare se usciranno in Italia e con quale codifica audio?

    • Gian Luca Di Felice
      Gian Luca Di Felice

      Ciao,
      gli Ultra HD Blu-ray arriveranno in Italia, ma non tutti i titoli Sony citati (causa diversa distribuzione di alcuni film). Dirti esattamente quando, non saprei. Tutto dipenderà molto dall’arrivo dei primi lettori Ultra HD Blu-ray anche in Italia (ipotizzo primavera 2016?).
      Per quanto riguarda le tracce audio doppiate, non mi aspetto versioni con Dolby Atmos o DTS:X, visto che già con i Blu-ray, i titoli con audio Atmos originale, non ottengono lo stesso trattamento in italiano. Magari con gli Ultra HD Blu-ray metteranno finalmente esclusivamente tracce lossless (TrueHD o HD Master Audio) anche per l’italiano…ma ci credo poco ed è sinceramente più una speranza che altro!

  2. pathfinder2810

    Quindi un BD 4k con dolby digital a 448 kbps …..e voi lo comprereste?

    • Gian Luca Di Felice
      Gian Luca Di Felice

      Personalmente ho la fortuna di non avere problemi con la lingua inglese, quindi vedo sempre tutti i film o serie TV rigorosamente in lingua originale (anche perché, a prescindere dalla codifica della traccia, la traccia originale è sempre qualitativamente superiore a quella doppiata – in termini di “aria”, scena, dinamica, dettaglio – che su impianti home theater “importanti” fanno la vera differenza!).
      Ora, è vero che l’eventuale assenza di tracce lossless doppiate è moooolto fastidiosa e discutibile, ma quali alternative avresti? Se vuoi il top della qualità video e lo vuoi in italiano, cosa compri? Si può cercare di protestare, di chiedere più qualità, ma la realtà è che attualmente le vendite Blu-ray sono in calo e quelle Ultra HD Blu-ray rappresenteranno una nicchia della nicchia…. non comprarli convincerà solo i distributori ad uscire dal mercato Ultra HD Blu-ray in Italia (e già con i Blu-ray qualcuno ci aveva pensato…)
      Mi auguro di essere seccamente smentito dai fatti, ovviamente! 🙂

  3. pathfinder2810

    Che la traccia originale sia performante non si può discutere e non si discute….ma la scelta di vedere un film in lingua originale dovrebbe e deve essere una scelta personale e non imposta….l’altro giorno con Mario(che hai conosciuto qualche giorno fa da Cherubini) parlavamo del fatto che c’è qualcosa che non quadra sulla questione audio nel versante italiano. Non si capisce come la Eagle Pictures che in rapporto alle più blasonate Major è piccolissima e nonostante ciò mette in commercio dischi blu-ray di ottima fattura con codifica il Dts-Hd Master Audio per l’Italiano mentre le altre no ( discorso a parte Sony)….Le grandi Major vogliono specularci sopra, vogliono ottenere il massimo con il minimo sforzo( e sai bene a cosa mi riferisco).

    • Gian Luca Di Felice
      Gian Luca Di Felice

      Analizzare le dinamiche distributive e le scelte che ne conseguono sarebbe un discorso molto lungo e complesso (ma che conosco molto bene avendoci lavorato e “battagliato” da dentro per diversi anni), ma cercherò di essere sintetico e arrivare al punto: paradossalmente una Eagle Pictures (ma questo vale anche per una 01 Distibution, piuttosto che Medusa, ad esempio), essendo italiana, ha il controllo (quasi) totale del prodotto: avendo acquisito i diritti di un film, ne decide lei le caratteristiche tecniche destinate al suo mercato di riferimento (in questo caso l’Italia). Ho scritto “quasi” perché per alcuni titoli il produttore originale del film supervisiona il risultato finale e può imporre alcune scelte (vedi grafica menu, contenuti extra, piuttosto che qualità dell’encoding video ed encoding traccia originale), ma se c’è lo spazio per includere una traccia doppiata lossless (in questo caso italiana), ovviamente non verrà mai contestata la scelta (migliorativa), anche perché i costi dell’encoding saranno a carico del distributore locale.
      Per i titoli distribuiti direttamente dalle major, il discorso è purtroppo diverso. Le filiali nazionali sono ormai semplici “passa carte”: controllano che tutti funzioni correttamente (vedi traduzioni menu, ecc…) e poi distribuiscono. Le scelte tecniche sulle edizioni sono da tempo totalmente centralizzate e unificate. Un responsabile italiano può anche provare a sollevare un’esigenza particolare (vedi traccia doppiata lossless), ma se dalla California rispondono picche, la questione si chiude là. “Il minimo sforzo” da te sollevato è dovuto al peso commerciale dei singoli paesi. Per contenere i costi produttivi, le major tendono ad evitare le frammentazioni (tante più tracce doppiate riescono a mettere su uno stesso disco, meglio è). Se il mercato fosse florido, sono certo che le scelte tecniche sarebbero diverse, perché i fatturati compenserebbero ampiamente i costi aggiuntivi di un’edizione specifica. Non a caso, avrai sicuramente notato che in Francia arrivano alcuni titoli Blu-ray con tracce doppiate francesi lossless (specie Universal e Disney), ma è anche vero che la Francia è un mercato home-video che vale 4-5 volte il nostro (seppure ultimamente in netta contrazione).
      E’ giusto che sia così e rispettoso dei consumatori italiani? Assolutamente no!! C’è una via di uscita? I casi sono due: il mercato torna a crescere (del tutto improbabile) oppure le major percepiscono che l’Ultra HD Blu-ray è un mercato di nicchia e avranno la sensibilità di venire incontro alle legittime esigenze degli appassionati, con edizioni specifiche particolarmente curate a costi inevitabilmente più elevati. Il problema, in quest’ultimo caso, rischia di essere un altro: l’utente che va su Amazon e si accorge che uno stesso film in Ultra HD Blu-ray costa negli Stati Uniti 15 dollari e magari in Italia viene venduto a 25 Euro (sto buttando prezzi a caso, è giusto per rendere l’idea)…. io capirei il perché della differenza di prezzo, consapevole delle dinamiche distributive (l’edizione anglofona prodotta in 1 milione di pezzi vs. edizione italiana in 2.000 pezzi, ad esempio), ma l’appassionato medio come reagirebbe? Tu, come reagiresti?

    • Alberto Pilot

      “Le grandi Major vogliono specularci sopra, vogliono ottenere il massimo con il minimo sforzo( e sai bene a cosa mi riferisco).”

      La disamina del Direttore non fa una piega.
      Considera che come mercato “non esistiamo” e per cui, quando chi sta seduto nella scatola dei bottoni a migliaia di Km da qui deve decidere, lo fa in base a dati certi (dischi venduti, analisi di mercato, etc) ed al ritorno che i suoi capi gli chiedono. C’è poco da girarci attorno.

      La tua “rabbia” è quella di qualunque altro appassionato, ma nel “mondo vero” le cose vengono fatte con meno romanticismo e passione (non da tutti).
      Ho firmato la tua/nostra petizione, ma quanti siamo alla fine ? Capisci che non abbiamo neppure la possibilità di “pensare” di alzare la voce e farci sentire, neppure “farlo”.

      Triste e che decisamente girare le scatole, ma la situazione è questa purtroppo.

  4. pathfinder2810

    A me piace discutere e ogni commento lo leggo bene attentamente.. A volte concordo a volte meno…..vedo troppa rassegnazione in giro, sembra che a nessuno importi salvo poi criticare e lamentarsi…Io la voce,come gli attuali 845 appassionati l’abbiamo alzata….pochi ?poco importa uno scossone comunque lo si doveva dare….io mi tengo il mio vpr,il mio lettore BD,il mio sinto…a queste condizioni piangeranno i negozi che vendono hardware perché credo come me nessuno avrà voglia di effettuare l’upgrade degli impianti ( se non pochissimi appassionati ).

    • pathfinder2810

      Copio e incollo quanto pubblicato da Mario, mio carissimo amico e compagno in questa battaglia:Se non dovessero arrivare “chiudiamo” baracca e burattini perchè almeno per me e impensabile fare Home theater di qualità senza software di qualità e al momento, ancora per un bel pò, non c’è nessuna alternativa al supporto fisico. Lo streaming ultracompresso non rappresenta un ‘ evoluzione migliorativa ma un’alternativa nel segno della quantità. Negli altri Paesi i Blu ray 4K usciranno se non dovesseero esserlo nel nostro significherebbe che saremo messi davvero e credo che le ricadute sul mercato dell’Hardware ( ricambio tecnologico) sarebbero negative perche il mercato interno è sostenuto esenzialmente dagli appassinati.Avrebbe senso aggiornare gli impianti senza avere a disposizioni software di qualità in grado di sfruttaren tutte o quasi le potenzialità? La gente compra ancora i DVD – standard finalizzato più di 20 anni fa per i vecchi televisori a tubo catodico !!!! che costano praticamnte come i Blu ray e come giustamente è stato fatto notare da chi mi
      ha preceduto li utilizza su i televisori Hd e persino in 4K. Riguardo alle potenzialità dei nuovi dischi , alla maggiore disponibilità di spazio e banda dietinata alla codifica delle tracce audio localizzate , in qualità di promotore insieme a Pathfinder della petizione per un miglior audio italiano – è stato fatto presente alle Majors che sarebbe assolutamente inaccettabile ritrovarci , ancora una volta codifiche da DVD sui nuovi dischi. I margini per migliorare l’ audio ci sarebbero speriamao che il buonsenso prevalga.

    • Alberto Pilot

      Lungi da me innescare polemiche sterili o guerre di religione, anzi.
      Ti dirò di più: sembra che per quello che sto per rispondere ci sia qualcosa di personale “contro di te”, cosa che non è assolutamnete corrispondente alla verità, anzi.
      Sono uno di quegli 845 che hanno firmato la petizione, perché una parte di me (quella non del professionista, conoscitore delle dinamiche del mercato e dei suoi movimenti), lo vorrebbe fortemente.

      Ma se fossimo stati (dico) 20.000, avremmo forse avuto l’occasione di farci ascoltare e di fare anche la voce grossa. Ma esagero, anche 5.000 sarebbe stato un numero degno di nota. Così, no.
      E me ne rammarico. Ma credo lo capisca anche tu, infondo.

      Il mercato, purtroppo, non lo fanno gli appassionati, ma i numeri.
      Ed i numeri si fanno con la massa.
      E la massa compera quello che le viene detto (più o meno subliminalmente) di acquistare, compera quello che costa meno, compera quello che è in offerta volantino o che viene confezionato “a pacchetto” da chi è abile a proporli.

      La gente compera gli integrati Atmos da mettere in stanze di 10 mq, con un sistema di casse in Kit posizionato anche malamente, e poi ci guarda i DViX scaricati dalla rete.
      E non è pessimismo cosmico, ma la triste realtà.

      Io capisco il tuo livore e la “crociata” che stai portando avanti con Mario, anzi, ribadisco per l’ennesima volta che a mia volta ho firmato la petizione che avete creato e della quale ti ringrazio. Ma non porterà a nulla e non perché lo dice Alberto Pilot, ma perché i giochi sono fatti e fino a che non dimostri a chi sta a Los Angeles che il mercato Italiano è valido e degno di nota, rimarremo sempre il quinto mondo tecnologico.

      Gian Luca ti ha spiegato le dinamiche delle piccole aziende di distribuzione (locali, magari) e delle altre che invece si sono tutte concentrate praticamente su una distribuzione globale, nella quale pesiamo meno di zero in termini di impatto politico ed economico.
      Dura da digerire, fa incazzare (me per primo), si !
      Ma è così.
      E non è pessimismo, si chiama essere realisti e vedere il mondo per quello che è, con gli occhi spietati di chi deve fare margine e profitto.

      Se siamo arrivati al punto che non stampano neppure i BD che ci sono negli altri paesi, perché ci propinano i cofanetti in DVD …. riesci a capire quanto “gli interessi” degli appassionati italiani, che sono una nicchia della nicchia della nicchia di questo mercato ?

      Pensi che ci siano 100 sale Home Theater (anche promiscue, in salotto, cantina, taverna, non proprio home cinema dedicati) con le casse posizionate ad arte, i livelli tarati, equalizzate e pronte per le colonne sonore HD in Italia ? Io dico di no.
      Magari con tutto materiale originale ? Apriti cielo.

      Per i BD UHD (ammesso e non concesso che secondo me sono un flop unico e colossale, proprio perché non ci sono contenuti degni di livello, basta vedere “i titoloni” di questa infornata Sony Pictures), la situazione è ancora più paradossale, perché cercano di spremere il famoso manipolo di appassionati che già spendono più di quello che “dovrebbero” (ma la passione è passione) in base a quello che hanno a disposizione.

      E per come è messo il mercato ITA, bisogna quasi “ringraziare” se ci stampano dei BD UHD con audio localizzato, ancorché con codifica non HD.

      Ti invito solo a riflettere su questo, serenamente e senza astio di nessun tipo.
      Non è sconforto, ripeto, ma solo la fredda analisi della situazione reale.

  5. pathfinder2810

    Alberto che tu abbia firmato mi fa piacere e capisco quello che tu mi vuoi dire e in fondo lo so anche io…. Ma nonostante tutto sapendo che è una guerra contro i mulini a vento mi sento in dovere di farlo anche per smuovere “le coscienze” assopite.
    Inoltre è anche preventiva nei confronti del BD 4k..vedremo se ci metteranno il Dolby Digital anche sui 4k

  6. pathfinder2810

    Consegno il mio contributo a questo dibattito a Giuseppe grande appassionato ma soprattutto amico che ringrazio per la preziosa e tenace collaborazione che ha dimostrato durante questo lunghissimo anno durante il quale abbiamo condiviso i tanti contatti avuti con le Majors per sostenere la petizione “miglior audio italiano nelle edizioni Blu ray” . Un carissimo saluto anche ad Alberto e a Gianluca conosciuto il 30 ottobre a Roma da Cherubini in occasione dello Yamaha day.”
    Inizio così.

    “il DVD è alla deriva!

    L’Italia è l’ultima in Europa Occidentale . Precediamo solo un plotoncino composto da Polonia, Cechia, e Ungheria…. Sorpassati anche da Grecia e Portogallo; doppiati dalla Spagna. La lotta per avere prodotti di qualità, visto che molti- appassionati vogliono farla – non può essere delegata solo agli appassionati. Buena Vista , Columbia, Fox, Warner e tutte le altre Majors sono quelle che dovrebbero tenere ad un allargamento del mercato – ma – .. non si vedono ancora attività mirate ad accrescere il livello culturale dell’utenza” Ho sintetizzato al massimo l’editoriale di Gianfranco Giardina pubblicato nel 2002 sul numero 4 di “AF Digitale” . In pieno “BOOM” DVD la percentuale di penetrazione nel nostro Paese del dischetto digitale era del 6%. La Francia in pole position al 25% seguita dalla Gran Bretagna 21%, Svizzera,Olanda, Germnia al 13% e Spagna 15%.”

    Questi dati furono resi noti dalla SONY in una conferenza stampa e a mio avviso letti oggi fanno molto riflettere. Ricordiamoci anche che – elemento da non sottovalutare – nel 2002 non c’era la feroce crisi economica in cui è incappato il formato Blu Ray Disc.
    Traggo una prima considerazione. Non è solo il Blu Ray a non aver “sfondato” nel nostro Paese, raggiungendo quote di mercato significative , in linea con quelle degli altri mercati europei, ma anche il DVD.

    Le altre considerazioni:

    Premesso che il mercato italiano dell’Home video ha sempre avuto quote di mercato inferiori rispetto a quelle degli altri Paesi trovo incongruenti le affermazioni che considerano estremamente marginali le quote di vendita dei dischi Blu Ray per le ragioni che espongo.

    – I dati UNIVIDEO hanno confermato per il 2014 una sostanziale tenuta delle vendite Blu Ray disc nel nostro Paese con un modesto incremento di dischi venduti di circa il 5%.

    – Il mercato interno seppur “ piccolo” da comunque segni di vivacità con ripetute riedizioni di dischi già pubblicati anni fa a significare che c’è una domanda tale da giustificare l’operazione. A titolo di esempio sono stati ripubblicati con packaging diversi , anche in steelbox , molti Blu Ray Disc: la serie di Star Wars, Alien, Indiana, Jones, serie TV di successo come “ trono di Spade”etc . Cito anche tutti i titoli dello studio Ghibly ripubblicati in questi giorni in edizione Steelbox. Riguardo questi ultimi ricordo ad Alberto la petizione che facemmo per migliorarne la qualità pregando Lucky Red di utilizzare dischi a doppio strato invece dei più economici BD 25. Sembrava che i costi e i dati di vendita (titoli certamente “particolari”, da super nicchia conosciuti ed apprezzati solo dai super appassionati italiani dello studio Ghibli) fossero tali da non giustificare un BD 50. Bisognava forse risparmiare? Oggi sono stati tutti ristampati… Potrei continuare con altri esempi ma mi fermo qui. Mi sembrano sufficienti per tracciare una tendenza.

    – Come ha fatto notare Giuseppe molte piccole indipendenti italiane lavorano con qualità proponendo edizioni apprezzabilissime pur dovendo localizzare il disco solo per il nostro mercato . Cito Eagles, la Dynit e recentemente anche Kock Media che non hanno certamente le risorse economiche delle grandi Majors. Se nel loro piccolo riescono ad offrirci delle ottime edizioni Blu Ray significa che ci sono margini di guadagno anche sul nostro”piccolo” mercato altrimenti avrebbero chiuso da un pezzo. Anche per loro, in molti casi, abbiamo rivisto sugli scaffali riedizioni di titoli già usciti . L’approccio che le Majors hanno avuto per il mercato europeo, è stato inizialmente equanime (audio di qualità DVD in DD o DTS per tutti) salvo le differenzazioni che si sono concretizzate recentemente per i mercati francese e tedesco che oggi possono contare su codifiche localizzate Lossless degne di un Blu Ray Disc. La tendenza generale ( SONY a parte) è sta comunque quella di stampare un solo disco per localizzare il maggior numero di lingue possibile. Il record spetta ad un disco contenente ben 11 lingue localizzate! Un esercizio votato più al risparmio e alla massimizzazione dei profitti che non alla qualità di un prodotto che rappresenta l’edizione UFFICIALE distribuita direttamente delle Majors e che dovrebbe rispettare i requisiti di qualità audio visiva che il formato utilizzato , (il BLU RAY DISC) consente. Proporre audio in formato DVD sui Blu Ray non è a mio avviso corretto. Per non parlare che in moltissimi casi rilevati rimangono inutilizzati sul disco diversi Gigabites che potrebbero essere convenientemente utilizzati per migliorare la codifica delle tracce audio localizzate compresa la nostra. Se la tendenza è quella di massimizzare i profitti invece della qualità con i nuovi dischi Blu Ray 4K, che avranno risorse di banda e spazio da destinare alla codifica delle tracce audio localizzate sensibilmente maggiore di quanto offre oggi il Blu ray, in un solo disco ne potrebbero inserire almeno il doppio.

    – Sono molti mesi che sto conducendo un personale sondaggio nei vari punti vendita e nella grande distribuzione . Alla semplice domanda :” Come vanno i Blu ray ? si vendono? Quasi all’unanimità mi rispondono che si vendono e c’e richiesta. Rimango quindi molto perplesso sulla vera o presunta salute del mercato blu ray in Italia . Qualcosa, sinceramente, non mi torna.

    Cosa è mancato qui in ITALIA in questi anni ?

    Sicuramente gli appassionati. E lo dico a malincuore. Gli appassionati francesi di Home Theater non si sono trovati un bel giorno dischi Blu Ray con audio francese in DTS HD MA solo per la generosità delle Majors. Anche loro – un bel giorno – hanno fatto una bella petizione e seppur – lo ripeto – partendo da dati di mercato migliori dei nostri – sono stati accontentati. E’ vero. La differenza sta nei numeri di vendita ma anche delle sottoscrizioni. La Petizione italiana avrebbe potuto tranquillamente raggiungere le duemila firme – traguardo che probabilmente loro avranno raggiunto – se ci fosse stata una maggiore partecipazione e unità . Purtroppo , malgrado l’enorme lavoro che abbiamo fatto inizialmente per pubblicizzare e coinvolgere, in molti, troppi, si sono voltati dall’altra parte. Giuseppe ne sa qualcosa. Con almeno duemila firme avremmo avuto un peso contrattuale ben diverso rispetto alle attuali , se ricordo bene – 853. Vogliamo parlare della petizione per richiedere alla FOX di pubblicare anche in Italia in Blu Ray la serie “X-Files”?. Stendiamo un velo pietoso.
    Malgrado tutto,con grande tenacia e pazienza ,siamo riusciti, per la prima volta, a comunicare con loro e, da parte di alcune Major , abbiamo riscontrato grande sensibilità ed attenzione al problema. A tutte è stato preventivamente fatto notare che sarebbe assolutamente inaccettabile per gli appassionati ritrovare nuovamente, sui dischi Blu ray 4K, la traccia audio italiana codificata in standard DVD. Non sono d’accordo sul fatto che dobbiamo rassegnarci all’idea di dover ascoltare in inglese quando in Germania e Francia non si pongono minimamente questo problema. Se voglio ascoltare in inglese deve restare una nostra libera scelta e non un’imposizione. Se acquisto un disco Blu Ray localizzato per il nostro mercato esigo che la nostra traccia audio abbia una qualità differenziata, migliorativa rispetto a quella presente sui DVD.
    Quello che sto notando da qualche tempo è che a prevalere tra gli appassionati italiani è un diffuso pessimismo e rassegnazione. Qui, a discutere, siamo in 4 e anche negli altri Forum italiani che solo qualche hanno fa erano vivaci e interessanti oggi hanno perso entusiasmo , contenuti e partecipazione. Quello che sento ripetere da molti è “Il formato fisico, il disco Blu ray è morto” … “ il futuro è il VOD” . Se siamo messi così siamo davvero messi male.

    Se il Blu Ray 4 K è stato finalizzato dalla BRA è perche da indagini di mercato ci sono ancora margini per lanciarlo anche e soprattutto nei mercati dei Paesi più avanzati dove i numeri di vendita dei dischi sono ancora decisamente notevoli , seppure in contrazione per la presenza dei numerosi servizi VOD già attivi ed affermati che possono contare su reti infrastrutturali decisamente migliori e veloci delle nostre. Delegare il futuro dell’Home Theater esclusivamente ai formati liquidi che rimarranno comunque sempre SUPERcompressi rispetto alle potenzialità dei supporti fisici significherebbe mettere una pietra tombale sul concetto di qualità audiovisiva tale da non giustificare più impianti realizzati con apparecchiature di qualità le cui prestazioni resterebbero in gran parte non valorizzate e inutilizzate . Credo che le ripercussioni sul mercato Hardware dell’H.T. (televisori a parte) non saranno certo positive.
    Non lo credo, ma se in Italia , malauguratamente, non dovessero uscire i dischi Blu Ray 4K non aggiornerò più il mio impianto. Non avrebbe senso. Senza software di qualità l’hardware di qualità non serve.
    Saremo, per la prima volta ghettizzati tecnologicamente. Resteremo in gran parte vincolati ad un supporto fisico ormai antiquato come il DVD duro a morire, a definizione standard, finalizzato più di 20 anni fa per i vecchi televisori a tubo catodico che assicura con pochissimo “sforzo” margini di guadagno notevoli. La differenza di tra un DVD e il corrispettivo BLU Ray è di oggi nei negozi fisici di soli 3 Euro.

    Da quell’editoriale di Giancarlo Giardina sono trascorsi ben 13 anni. Da attento osservatore segnalo che nel nostro Paese non abbiamo più riviste dedicate all’Home Theater ( Videotecnica, AF digitale, Digital Video, Alta definizione) a cui sono grato per aver contribuito in questi anni alla mia formazione tecnica. Poco, davvero poco è stato fatto in questi lungi anni. La situazione mi pare perfino peggiorata. Ci ritroviamo con il forziere della DISNEY contenente 50 “sottobicchieri” in DVD in vendita a 400 Euro, un annunciato cofanetto della serie X Files che ricicla nuovamente gli scadenti DVD già pubblicati anni fa mentre nel resto d’Europa avranno i Blu Ray. Qualcosa nell’ Italia dell’ Home Video non va e mi/vi domando. Ma di chi è la colpa?

    un caro saluto a tutti. Mario

  7. Alberto Pilot

    Ciao Mario,

    grazie dei saluti e del contributo (forse cut&paste da AVM ? mi sembra di aver già letto una cosa simile, però oramai i lustri sono oltre 8 ed inizio a perdere colpi 😀 ).
    Purtroppo non ero con Gian Luca dal mitico Paolo a Roma, che conosco, stimo (ogni tanto “stresso”) e che ho visto anche mercoledì scorso alla SIEC Convention di Milano, per cui hai conosciuto un altro Alberto, ma non credo nessuno che si sia “spacciato” per me ….. non gli conviene, sto antipatico a tutti ! 😀 😀 😀

  8. pathfinder2810

    Alberto alla fine però non hai risposto….Mi e ci piacerebbe avere un commento anche da parte del Direttore…..

    • Gian Luca Di Felice
      Gian Luca Di Felice

      Ciao Giuseppe,
      vuoi sapere di chi sia la colpa? Diciamo che è equamente ripartita tra produttori (sia hardware che software…vedi casino che è stato fatto prima con il 3D e subito dopo con l’Ultra HD tra versioni HDMI e HDCP), rivenditori (spesso troppo impreparati e superficiali) e mezzi di informazione (specie generalisti che alla fine fanno spesso più disinformazione che altro)…. risultato? Molti ci pensano 10 volte prima di fare nuovi investimenti oppure semplicemente hanno preferito abbandonare l’home theater (accontentandosi magari di una sound-bar) rispolverando l’hi-fi (ne conosco tanti). Per il resto, ho già detto la mia cercando di spiegare le dinamiche che stanno dietro certe scelte (giuste o sbagliate che siano) 😉

  9. Alberto Pilot

    Giuseppe e Mario, scusate, mi ero perso la richiesta.

    Credo che abbia detto tutto il Direttore; la colpa e di tutti, ma soprattutto di questo modello di “mercato business”. Chi ci fa le spese siamo noi, è che a volte tendiamo a pensare che il “noi” sia una vastità di gente, quando soprattutto in ambiti specialistici e particolari come l’A/V, quelli che ci tengono davvero sono 4 gatti.

    So che sono ripetitivo, ma andate sul thread della presentazione della salette A/V su AVM e chiedete anche a chi si “pavoneggia” con l’impianto “figo” che vi faccia una foto della sua collezione di dischi ORIGINALI. Potreste avere delle amare sorprese. Eppure se neanche chi spende cifre importanti per l’HW, bada alla qualità del SW o alla preservazione di un mercato di qualità, ancora che di nicchia, la vedo piuttosto dura in senso assoluto, riuscire a far valere la propria voce e le proprie ragioni.

Lascia un Commento