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Netflix verso l’addio a film e serie TV da tutto il mondo

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Netflix non sembra più disposta a tollerare l’uso di strumenti per superare i blocchi territoriali. A sancire (almeno apparentemente) lo spartiacque è un intervento riportato, sul blog di Netflix, da David Fullagar, Vice Presidente della Content Delivery Architecture. Il colosso del video on demand è intenzionato ad adoperarsi per rendere tutti i contenuti disponibili per chiunque, in tutti i Paesi (Netflix è ormai presente in 190). Ovviamente i vertici della compagnia sono perfettamente consci del fatto che, per ora, questo obiettivo non sia realizzabile.

E’ noto anche che molti utenti sfruttano servizi come proxy o “unblockers”, ovvero tutti quelli che, utilizzando DNS o VPN, permettono di visionare i contenuti di un Paese a piacimento, tra tutti quelli dove Netflix è presente (abbiamo anche scritto un articolo a riguardo, vedi guida). Le parole scritte da Fullagar lasciano intendere la volontà di mettere fine a queste pratiche. Nelle prossime settimane verranno prese misure per fare in modo che tutti vedano solo i contenuti presenti nel Paese di residenza, senza causare cambiamenti per chi non ricorre a proxy o “unblockers”.

Panasonic OLED
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Il film “Suburra”, disponibile su Netflix USA

L’intervento si chiude affermando che Netflix vuole fare in modo che, in futuro, non sarà più necessario un proxy per accedere a qualunque contenuto. Non sappiamo cosa abbia causato questa decisione, ma supponiamo che vi possano essere state pressioni di qualche tipo, forse indirettamente da parte dei fornitori di contenuti locali (pay TV come Mediaset Premium o Sky, per intenderci, che potrebbero aver sporto lamentele presso le major di Hollywood, spingendole ad esercitare una pressione su Netflix), non a caso l’intervento arriva a seguito dell’espansione in 190 Paesi. Nelle prossime settimane vedremo gli effetti di questa decisione.

Per maggiori informazioni: blog di Netflix (in inglese)

Fonte: Netflix

Filippo Gamberini

Filippo Gamberini

1 Commento

  1. Gian Luca Di Felice
    Gian Luca Di Felice

    Mi permetto un personale commento all’ottima disamina di Filippo: capisco perfettamente cosa si nasconda dietro questo comunicato di Netflix, molto meno tempi e modi della dichiarazione, perché dal momento in cui un’azienda ritiene che “una cosa sia border-line e che non si possa fare”, apporta le contromisure senza alcun avvertimento. L’utente finale si ritrova semplicemente a non poter più fare quella cosa da un giorno all’altro….con la notizia che diventa poi virale perché tutti coloro che fruivano del “servizio” notano il cambiamento e si lamentano.
    Qui mi pare evidente che il problema sia esclusivamente legato al licensing (i soliti problemi legati ai detentori locali dei diritti, con relativi servizi, esclusive e finestre), con Netflix che si ritrova “obbligata” ad accontentare le richieste dei detentori di diritti locali (specie ora che è presente in 190 paesi in tutto il mondo), bloccando l’accesso ai contenuti regionali presenti nei vari paesi. Della serie: sono un utente Netflix italiano e ho il diritto di vedere esclusivamente i contenuti Netflix italiani e non quelli di Netflix USA, piuttosto che Canada, Francia o Australia (e tutti gli altri ovviamente), perché magari quei contenuti che vedo grazie a proxy o VPN sono nel mio paese detenuti da un altro content provider (vedi Infinity, piuttosto che Sky o altri in altri paesi). Però è anche vero che, in quanto abbonato, io sto pagando per vedere i contenuti…non li sto “rubando”! Purtroppo la verità è che nel 2016, la gestione dei diritti e del relativo licensing è diventata anacronistica e DEVE cambiare!!! Non può più funzionare in questo modo, perché l’unica alternativa ai blocchi, saranno centinaia di migliaia (se non milioni) di utenti che semplicemente abbandoneranno Netflix a favore della pirateria, perché non mi aspetto che per continuare a seguire qualche serie TV o film in anteprima passeranno agli altri servizi in abbonamento (magari qualcuno lo farà, ma sarà una minoranza poco incisiva).
    Ammesso e non concesso che Netflix possa realmente riuscire a bloccare gli accessi verso altri paesi (possibile con i blocchi proxy o VPN, ma davvero difficile con gli smart DNS di ultima generazione), se dovesse riuscirci temo che si rivelerà un vero e proprio boomerang per tutto il comparto, con perdite significative di abbonati in tutto il mondo e la pirateria che tornerà in auge più che mai!!!
    Mi pare che questo comunicato sia più una provocazione da parte di Netflix, che altro! Come un “mettere le mani avanti” per dire: “ok, noi ci vogliamo provare ad accontentarvi, ma se poi non ci dovessimo riuscire? Siete pronti a mettervi ad un tavolo per cercare di cambiare le regole di licensing, specie ora che siamo presenti in 190 paesi?” Perché l’utente finale è disposto a pagare il giusto (ed il successo di Netflix in tutto il mondo ne è una prova!) , ma nel 2016 non capisce più il motivo delle esclusive e delle finestre: vuole solo poter vedere i contenuti, senza limitazioni….e se non lo può fare legittimamente, tornerà a rivolgersi alla pirateria! Anche perché il servizio costa sostanzialmente la stessa cifra in tutto il mondo, però la ricchezza del catalogo varia da paese a paese….e questo è assolutamente paradossale!!!!!!!!!!! Non possono esistere abbonati di serie A, di serie B o di serie C solo legati alla fortuna o disgrazia di essere un cittadino americano piuttosto che italiano o olandese!
    Vedremo come andrà a finire questa storia, ma non credo che sarà priva di conseguenze…..

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