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Proiettore LCD 4K HDR Epson EH-TW9400 – La prova

Menu e calibrazione

epson 9400 art 3 - Proiettore LCD 4K HDR Epson EH-TW9400 - La prova

Il TW9400 viene dichiarato in grado di produrre 2.600 Lumens massimi ed 1.200.000:1 di contrasto: come sempre, in condizioni di calibrazione, come vedremo a breve, non è così, ma il fatto… non costituisce reato! Dopo aver visto nel manuale di servizio di un rinomato produttore (non vi dirò mai chi fosse!), tanti anni fa, un rapporto di contrasto che era incredibilmente misurato con il bianco in modalità dinamica ed il nero in modalità Home Theater (spiegatemi come si possa fare ad avere contemporaneamente sullo schermo una situazione in cui lo stesso proiettore, nello stesso momento e sullo stesso pattern, possa operare con due settaggi diversi!), ho capito che non esiste limite al “dichiarato”. Esistono numeri di calibrazione, che sono poi i risultati delle recensioni, trovati con strumenti più o meno accurati: quello che vi riporto sono frutto di un multimetro Delta Ohm con sensore dedicato (il cui prezzo di listino superava i 2.000 €) ed effettuati su una superficie estremamente ridotta, il che permette di realizzare una misura dove la già eccellente sensibilità dello strumento viene ulteriormente massimizzata. Tenete presente che questi dati sono la versione più accurata di quanto prodotto dalla sonda di calibrazione i1 Display, il colorimetro che invece misurava l’emissione dallo schermo per effettuare una misura in ambiente della macchina sotto esame: i dati sono comunque in accordo, anche se ovviamente i valori che trovate non sono quelli dello spettrofotometro o del colorimetro che impieghiamo nelle sessioni di calibrazione ma quelli della sonda dedicata.

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La lampada ELPLP89 in dotazione

La lampada, di tipo tradizionale, arriva fino a 5.000 ore in Eco Mode, e questo rappresenta un’ottima notizia per il costo di mantenimento della macchina. L’altra caratteristica sulla quale mi vorrei soffermare è quella dello shift ottico, perché questo non solo è molto ampio (in verticale ± 96,3 %, in orizzontale ± 47,1 %), ma è motorizzato, memorizzabile e richiamabile da menu, rendendo così molto semplice il cambio di formato ed il ritorno ad una squadratura perfetta in caso di movimenti successivi all’installazione. Si tratta di quelle caratteristiche che non saranno indispensabili di certo, ma che danno una sensazione di sicurezza di avere ben speso i propri soldi, soprattutto quando il listino di questo proiettore è di 2.800 Euro. Come al solito, il consiglio è di valutare attentamente le quote di installazione leggendo il manuale per evitare cattive sorprese: l’escursione piuttosto ampia dello zoom (2.1X) corrisponde ad una distanza compresa tra i 3 ed i 6.3 metri per 100” di diagonale. A casa mia, con circa 4.8 metri di distanza, non ho avuto difficoltà a riempire uno schermo di 3 metri di base.

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Un elemento importante per la calibrazione del TW9400 è dato dalla presenza dell’Iris, che è disponibile sia nella sua modalità fissa (con apertura da 0 a -20) sia in quella dinamica: ciò rappresenta una misura di flessibilità operativa che si può tranquillamente sfruttare (e vedremo dopo come e quando).

La parte relativa alla calibrazione credo si possa dire rappresenti la parte più divertente, ed anche lunga, della prova. Ho praticamente sottratto questa macchina alla disponibilità di Fulvio Cecconi di Garman, uno dei negozi che a Roma investe di più nella promozione del materiale Home Theater e che ci ha lasciato il proiettore per parecchio tempo. Devo dire che ho scoperto parecchi elementi con i quali parecchi di voi si potranno scontrare nel processo di calibrazione, sia per l’SDR che per l’HDR.

La distribuzione delle voci la vedete nelle figure, ed anche qui rappresenta una notevole continuità con la storia Epson, anche se ovviamente opportunamente aggiornata. Vi dico subito che non ho fatto grande uso delle opzioni di innalzamento del dettaglio, perché sono rimasto soddisfatto di quanto vedevo in condizioni di default. Viceversa, il processo di taratura è andato decisamente per le lunghe e cercherò di spiegarvi il perché.

Innanzi tutto una considerazione, che non credo rappresenti un mistero per chi conosca un pochino la produzione Epson: potete fare quello che vi pare, ma la situazione migliore, senza alcuna discussione, per arrivare ad una calibrazione soddisfacente, parte dalla voce “Natural” del menu. Le altre le ho misurate tutte, le ho provate, ci ho sbattuto il mio grosso naso, ma a mio parere rimangono lì dove sono. Compresa anche quella definita “Digital Cinema”, che prevede l’impiego di un filtro che dovrebbe allargare il gamut fino quasi al DCI-P3. Trovate i grafici: per me, non lo fa, e si limita a diminuire l’emissione del proiettore, che, soprattutto in HDR, rappresenta un fenomeno pernicioso che non dà alcuna soddisfazione.

Andiamo con ordine. Concedetemi una piccola digressione sul tema, a me molto caro, delle differenti misure che si ottengono in ambienti… differenti.

Vi assicuro che, come ho già visto tante volte, gli stessi valori di calibrazione (riportati su una macchina identica con medesimo firmware nella sala di Garman), completamente diversa dal mio soggiorno in quanto totalmente controllata e praticamente priva di qualunque superficie chiara, hanno dato luogo, con gli stessi parametri, a risultati completamente diversi. Non ci credete? Eccoli qui.

Setting casa cal OK Garman 1024x493 - Proiettore LCD 4K HDR Epson EH-TW9400 - La prova
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Sulla macchina erano impostati identici parametri di taratura che, nel mio ambiente, hanno dato luogo a questi risultati (ve li riporto per comodità):

SDR cal OK del 16 febbraio 2019 1024x490 - Proiettore LCD 4K HDR Epson EH-TW9400 - La prova
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Ovviamente la differenza dell’emissione luminosa, da 53 a 88 cd/mq. dipende dalla dimensione dello schermo (3 metri contro 2.6). Trovate qualcosa di simile? Direi di no, mi appare abbastanza evidente.

Anni fa scrissi apposta un articolo sull’importanza dell’ambiente di calibrazione nel processo di taratura: ne ho avuto l’ennesima dimostrazione numerica anche in questo caso. Questo per fare capire, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto possa essere inutile, dannoso e stupido ricopiare dei valori di taratura trovati in un ambiente per riproporli in un altro, diverso dal primo. Scusate se non sono stato diplomatico, e forse sto dicendo cose che ormai sono consolidate, ma vi assicuro che anche a casa mia ho dovuto rifare la calibrazione dopo aver sistemato sul soffitto del mio soggiorno quel sistema di pannelli per l’assorbimento delle riflessioni di cui vi parlerò tra un po’, che ha il pregio di essere economico e facile da installare (di cui si è già rapidamente già dotato il mio amico Stefano). Pertanto, quando vi sposterete in ambienti diversi, non ha alcun senso copiare i valori: l’ho detto tante volte, lo so, sono vecchio ed abbastanza rinc…, ma è pur vero che non tutte le persone che leggono Tech4u debbano forzatamente sapere chi io sia ed abbiano letto tutti i miei articoli! Per cui, dato che repetita juvant, vi beccate questa considerazione: non copiate, calibrate voi!

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Andrea Manuti

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