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Proiettore Vivitek QUMI Q5 – La prova

Default vs. Calibrazione

art qumi hand 28 08 14 - Proiettore Vivitek QUMI Q5 - La prova

Non volevo mettere misure, ma poi non ho resistito. Vi dico solo che ho effettuato tutte le rilevazioni nelle varie modalità di default (quando resettate tutto il Qumi va in Movie) ma con il LED in posizione Eco. La cosa pazzesca di questo proiettore è la sua tetragona stabilità alle variazioni: i valori si ripetono, costanti e regolari (sui livelli delle diverse impostazioni, è chiaro), e questa è la migliore garanzia di facilità d’uso. Perché in questo modo non è praticamente possibile fare danni! La differenza tra default e calibrazione esiste ed è visibile nel valore del gamma, che in partenza è troppo elevato (2.75): sono riuscito ad arrivare al fatidico valore di 2.2 con una eccellente regolarità, come si vede dai due grafici seguenti.

Default (Gamma= 2.75):

Vivitek Qumi Q5 Gamma def r1 - Proiettore Vivitek QUMI Q5 - La prova

Calibrazione (Gamma= 2.22)

Vivitek Qumi Q5 Gamma cal r1 - Proiettore Vivitek QUMI Q5 - La prova

Per vostro riferimento, questa è la condizione di partenza del valore User da cui sono partito:
Gamma User default (Gamma= 3.47)

Vivitek Qumi Q5 Gamma User def r1 - Proiettore Vivitek QUMI Q5 - La prova

Le compressioni sono totalmente evidenti: ad un valore del genere non è possibile associare altri che neri compressi e nessun dettaglio. Ma ci si può lavorare…

Situazione analoga sull’equilibrio cromatico del Qumi. Questo il default. La macchina è decisamente troppo blu.

Vivitek Qumi Q5 RGB Levels def r1 - Proiettore Vivitek QUMI Q5 - La prova

E questo invece il risultato della calibrazione:

Vivitek Qumi Q5 RGB Levels cal r1 - Proiettore Vivitek QUMI Q5 - La prova

La ragione per cui ho preferito aggiungere un po’ di rosso in più la scopriamo vedendo la risposta spettale, i cui valori sono solo quelli in condizione di calibrazione. Questo il risultato al 40 ed all’80%:

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Appare evidente una eccessiva preponderanza del blu rispetto ad una visione Home Theater corretta, per cui la scelta di privilegiare una certa esuberanza del rosso nella risposta RGB era quasi obbligatoria.

La cosa che mi ha lasciato stupefatto è stata che, continuando a prendere rilievi strumentali, i rapporti tra la condizione di default e quella di calibrazione rimanevano sempre gli stessi, ed, ancora più sorprendente, il fatto che variando il livello del LED tra Eco e Normal ci fosse una sorta di relazione matematica costante tra le misure. Non credo di aver mai visto una cosa del genere in tanti anni!

Questa cosa la comprendiamo analizzando brevemente l’emissione luminosa del Q5. Il valore massimo di 180.57 che trovate nel grafico è del tutto assimilabile ai 189.43 medi del grafico del CLO, in quanto i due pattern sono diversi (si tratta quindi di uno scarto di misura che è ampiamente nei limiti del prevedibile).

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Il fatto che ha dell’incredibile è questo: se facciamo il rapporto tra i valori in default (a 0, 40 e 100%) tra la modalità Normal e quella Eco (ad esempio 182.01 / 43,76), otteniamo un numero pari a 4. Facendo la stessa operazione per i valori in calibrazione, il rapporto è, ancora una volta, praticamente sempre uguale a 4! In altri termini: la variazione tra modalità Eco e quella Normal porta ad un’emissione di volte superiore, costantemente. E questo è vero anche per l’equilibrio cromatico ed il gamma, che non sono affatto alterati dalla superiore emissione luminosa! Vi sto facendo questo “pippone” perché questo fenomeno è raro quanto una vittoria dell’altra squadra di Roma (che non è la Roma…) nel derby: non succede quasi mai!
In pratica: ho fatto la calibrazione su valore in Eco, ho spostato su Normal, ed a parte i Lumens, non è cambiato nulla: mantenere le stesse regolazioni con la certezza di avere un proiettore sempre a posto è un fatto davvero inusuale. Ecco perché a mio avviso questa macchina, visto il fattore di moltiplicazione ricorrente, si sarebbe dovuta chiamare Qumi… Q4!
Un’ultima osservazione sul perché abbia scelto, anche a costo di scendere a soli 48.57 Lumens (che sono pochi, lo ammetto), la modalità Eco. Il livello del nero, che ad una macchina del genere non è richiesto, è invece accettabile: 0.065 Lumens non rappresentano certo il buio, ma, per darvi un riscontro concreto, sono praticamente l’identico valore (era 0.067) del BenQ W5000, una macchina che molti ricorderanno come ben performante, e solo poco più del doppio del mitico Sony VW-200 (0.025). Ma per rimanere nella categoria dei portatili, una macchina come il NEC L50W che mi è piaciuta molto, si è fermata a 0.291 Lumens, mentre quello che era il portento della categoria e mi aveva impressionato, ossia l’LG HX300G, ha prodotto un valore un po’ più alto del Qumi, ossia 0.077 Lumens. E non pensate che questi numeri su uno schermo diano vita ad immagini uguali, perché sono tranquillamente visibili!

Rapporto di contrasto: vi riporto i miei “consueti” CR100 (il numero tradizionale, ossia il classico bianco su nero) ed il mio (più affidabile e significativo) CR40 (rapporto tra il 40%, valore più in uso per applicazioni HT, ed il nero).

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 A parte notare ancora una volta una linearità ragguardevole, i valori non sono (e non possono essere) stupefacenti per applicazioni Home Theater. Vi ribadisco che questo proiettore non è high-end, ma semplice versatilità. E qui ci dobbiamo accontentare e lasciare spazio, se vogliamo la prestazione da bocca aperta, a soluzioni specifiche. Come al solito, non è un solo valore che crea la prestazione di un proiettore, ma l’insieme: e combinando colori e linearità a questa soglia del nero, direi che la performance esibita da questo Qumi è di rilievo: quando ho finito di calibrarlo ero contento, ho chiamato mio figlio Federico (che oramai ritiene che solo il monitor del Mac sia un riferimento) e gli ho chiesto cosa ne pensasse. “Papi, anche con questi scatolotti hanno fatto dei progressi enormi!”. Vedere che negli occhi di un ventenne alberga ancora dello stupore fa piacere: così si va a dormire contenti!

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Andrea Manuti

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