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“Aspettando Godot” – Appello all’industria dell’hardware e del software

godot - "Aspettando Godot" - Appello all'industria dell'hardware e del software

Sono diversi anni ormai che mi accomodo sul divano e, prima di decidere cosa riprodurre, osservo la pletora di dispositivi a mia disposizione. E ogni volta mi rifaccio la stessa domanda: perché ne ho così tanti e, soprattutto, perché sono tutti collegati all’impianto e pronti all’uso? Diciamolo subito: di una parte potrei fare tranquillamente a meno e rappresenta semplicemente la mia propensione all’acquisto compulsivo di prodotti tecnologici. Quel lato “oscuro” che assale ogni appassionato, vuoi per mera curiosità, vuoi perché “tutti ne parlano”. Si prova, si rivende, ci si pente, si usa solo per qualche giorno, si spera in un aggiornamento firmware rivoluzionario… E’ così e molti appassionati sapranno sicuramente di cosa parlo.

Ma rimane un fatto incontrovertibile: per alimentare la mia fame di cinema in casa di qualità – anche volendo – non potrei affidarmi totalmente ad un’unica sorgente! Blu-ray, Ultra HD Blu-ray, servizi in streaming, file (sì, anche file e più avanti spiegherò anche il perché del mio accorato appello all’industria del software). Bene, per riprodurre nel miglior modo possibile tutti questi contenuti (fisici e “liquidi”) dovrò forzatamente possedere almeno due, se non tre diverse sorgenti. Il perché del due o tre è presto spiegato: dipenderà dalla disponibilità di spesa di ognuno di noi e dalle relative combinazioni. Ma procediamo con ordine definendo prima di tutto l’obiettivo da raggiungere.

Nel mio salotto ho in questo momento a disposizione un display OLED Ultra HD compatibile anche Dolby Vision e un sistema Home Theater di ultima generazione compatibile Dolby Atmos e DTS-X e capace di gestire in pass-through HDMI segnali video Ultra HD, HDR10, Dolby Vision e HLG. Come potete notare ho tutto ciò che mi serve per godere di un’esperienza audio-visiva a 360°. In alternativa al televisore, potrei anche contare su un videoproiettore 4K HDR, ma lo escludo provvisoriamente dal ragionamento, visto che non esistono al momento videoproiettori compatibili Dolby Vision.

Fatta questa doverosa premessa di partenza ecco che mi accorgo di non possedere un’unica sorgente, né tanto meno di contenuti capaci di sfruttare tutte le potenzialità del mio costoso impianto. Chi mi conosce potrebbe dire: “ma, scusa, esiste l’Oppo, di che ti lamenti?” Vero, gli Oppo 203 o 205 sono sorgenti favolose, estremamente versatili e compatibili con tutti i formati fisici e anche i file in mio possesso (compresa la compatibilità Dolby Vision), ma sono anche afflitti da un paio di lacune su cui non riesco proprio a sorvolare: per quanto riguarda l’upscaling in Ultra HD dei contenuti 1080p (i Blu-ray, ad esempio), esistono sorgenti che garantiscono una resa decisamente migliore e poi mancano del tutto i servizi in streaming. Quindi, se sul fronte qualità dell’upscaling potrei decidere di chiudere un occhio, per quanto riguarda i servizi in streaming sarei costretto ad affidarmi al comparto Smart TV del mio televisore, oppure ad un media-player / streamer aggiuntivo in caso di utilizzo del videoproiettore.

Ma attenzione, perché anche sul fronte Smart TV e relativi servizi non sono tutte rose e fiori: potreste ritrovarvi ad aver acquistato un televisore sulla carta completo di tutto, per poi accorgervi che le cose non stanno proprio così. Ad esempio, Netflix propone contenuti sia in Dolby Vision sia in Dolby Atmos (quanto meno per le tracce originali, quindi niente di doppiato in italiano per ora) eppure, che io sappia, solo i televisori OLED di LG li supportano entrambi. Potreste decidere di fare a meno del Dolby Vision e anche del Dolby Atmos (tanto in italiano non c’è ancora nulla): Ok, però attenzione, che nella maggior parte dei casi, dovrete rinunciare anche alla riproduzione delle tracce codificate in Dolby Digital Plus proposte da Netflix (e anche Amazon Prime, ad esempio), semplicemente perché tramite l’ARC HDMI (Audio Return Channel) l’unico segnale che verrà gestito dal televisore sarà il core Dolby Digital (quindi di qualità inferiore rispetto a quanto potenzialmente offerto dal servizio in streaming). E credetemi quando vi dico che la differenza tra l’ascolto in Dolby Digital o in Dolby Digital Plus si sente! Poi ci sarebbe anche l’HDR10+ (l’alternativa “open-source” al Dolby Vision) proposto da Amazon Prime e per ora supportato esclusivamente dalle TV 4K HDR di Samsung, che però non sono compatibili Dolby Vision e non passano l’Atmos di Netflix. Ahhhh!! E quindi come se ne esce fuori?

La verità è che non se ne esce fuori! Facciamo un altro esempio: acquisto un lettore alternativo agli Oppo che abbia anche i servizi in streaming. Bene! Me ne trovate uno che sia un buon lettore di dischi fisici DVD, Blu-ray, Ultra HD Blu-ray (e questi a dire il vero non mancano), che sia compatibile Dolby Vision e Dolby Atmos anche con i servizi in streaming e che sia completo anche sul fronte media-player (ovvero che gestisca correttamente le cadenze, i sottotitoli, i capitoli, non dia problemi con l’HDR e faccia il pass-through HDMI di tutte le tracce audio lossless Dolby e DTS)? Vi do già la risposta: non esiste! Non ce l’ha Sony, né tanto meno Panasonic, Samsung o LG al momento. Quindi eccoci tornati da punto a capo: al lettore di dischi dovrò affiancare un’ulteriore sorgente per cercare di riprodurre nel migliore dei modi (sia video che audio) sia i servizi in streaming, sia i file. E non è detto me ne basti solo un secondo…e alla fine scoprirete che non avrete comunque coperto tutte le variabili.

Qualcuno potrebbe giustamente chiedere: “ma perché sei così fissato anche con la riproduzione dei file? Lo sai che in fondo è pirateria quella, no?” Sicuramente per alcuni l’obiettivo sarà quello di poter attingere in maniera illecita ai contenuti piratati, inutile negarlo. Ma il mio ragionamento è in realtà molto più nobile e riconducibile alla discutibile e assurda prassi portata avanti dai principali protagonisti dell’industria Home Video di proporre titoli Ultra HD Blu-ray privi di tracce doppiate in italiano lossless! Titoli che magari erano stati proposti in Blu-ray con italiano DTS-HD Master Audio o Dolby TrueHD. Quindi prodotti ufficiali che hanno visto un miglioramento sul fronte video (nuovi master 4K con HDR) e un peggioramento sul fronte audio.

Vi pare giusto un trattamento del genere? I soldi degli italiani valgono forse meno di quelli degli americani o degli inglesi che godono sistematicamente di tracce lossless (e spesso anche di nuovi mix “ad oggetti”) sui loro prodotti ufficiali? Bene, sapete cosa faccio in questi casi? L’edizione di qualità me la rifaccio da solo (e come me fanno tanti altri veri appassionati!) muxando la traccia video 4K HDR dell’Ultra HD Blu-ray con la traccia audio italiana lossless della precedente edizione Blu-ray. Il risultato di questa operazione (lunga e a volte anche rognosa) è un file della massima qualità e, visto che l’industria del software non ci mette a disposizione un prodotto ufficiale su disco degno di rispetto, cultura ed evoluzione tecnologica, gli appassionati necessitano di una sorgente capace di riprodurre al meglio anche questi contenuti “fatti in casa”. Per non parlare di tutti quei dischi Ultra HD Blu-ray che in Italia non arrivano proprio (vedi gran parte dei titoli Disney usciti finora e alcuni anche Universal)…

Alla luce di questa paradossale disamina della situazione del mercato lancio un doppio accorato appello all’industria audio-visiva. All’industria dell’hardware chiedo prodotti completi, versatili, funzionali e capaci davvero di rispondere alle esigenze del mercato (il consumatore non vuole scoprire dopo se una funzionalità è davvero presente o meno o rimanere per mesi in attesa di un possibile aggiornamento firmware), mentre all’industria del software chiedo più rispetto nella realizzazione di un prodotto ufficiale, perché l’esperienza audio è importante quanto quella video per gli amanti del Cinema! Si fa cultura anche in questo modo! Ogni settimana esce un nuovo film in sala con audio italiano in Dolby Atmos: perché non proporci quelle stesse tracce anche nelle edizioni su disco? Mettiamoci intorno a un tavolo (industria del software, dell’hardware e appassionati), confrontiamoci e troviamo le soluzioni: gli appassionati ritroveranno l’entusiasmo perso e il mercato vi premierà! Io ci spero, perché sono troppi anni ormai che mi siedo sul divano “Aspettando Godot”….

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Gian Luca Di Felice

Gian Luca Di Felice
Email: gianluca@tech4u.it. Amministratore e direttore di Tech4U. Appassionato di musica, cinema e informatica, ho collaborato con i più importanti mensili audio-video e quotidiani nazionali. Sono stato anche consulente per aziende di authoring DVD e Blu-ray e posseggo l’attestato “ISF Level II Certified Calibrator” per la misurazione e calibrazione di TV, monitor e videoproiettori.