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Pannelli FLCD: via i filtri colore e incremento della risoluzione

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Dalla Hong Kong University of Science and Technology giungono i display FLCD, abbreviazione di Active Matrix Ferroelectric Liquid Crystal Display. Alla base di questa tecnologia troviamo i cristalli liquidi ferroelettrici, una particolare tipologia di LCD caratterizzata da un’alta velocità di commutazione. I cristalli liquidi sono quindi dotati di un’alta reattività. Questo ha permesso ai ricercatori di utilizzare un approccio differente. Normalmente i pannelli LCD riproducono tutte le varietà cromatiche tramite filtri colore RGB.

Sugli FLCD i filtri colore non ci sono più. Si parte da una retroilluminazione a LED RGB e si alternano il rosso, il verde e il blu su schermo a velocità elevatissima. Per l’occhio i colori sono presenti contemporaneamente anche se in realtà vengono mostrati in sequenza. L’eliminazione dei filtri colore rende gli FLCD più efficienti poiché la luce proveniente dai LED passa interamente. I filtri colore eliminano invece tutte le lunghezze d’onda non necessarie e finiscono per bloccare una quantità rilevante di luce.

Sugli FLCD cambia quindi anche la composizione dei pixel poiché non è più necessario suddividerli in tre sub-pixel rossi, verdi e blu. Un singolo pixel può riprodurre tutte le componenti cromatiche direttamente. Questa differenza permette di incrementare facilmente la risoluzione, arrivando di fatto a triplicarla. Gli FLCD dovrebbero trovare applicazione soprattutto nei prodotti portatili, poiché la maggiore efficienza permette di ridurre i consumi. L’aumento della risoluzione li renderebbe adatti anche all’uso con i visori per realtà virtuale e realtà aumentata.

Fonte: Phys.org

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Filippo Gamberini

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